Gli otto furti ai calciatori del Napoli sotto l’ombra della camorra

In quasi due mesi alcuni giocatori del Napoli hanno subito dei furti o delle rapine. Secondo molti si tratta di un messaggio della camorra al presidente Aurelio De Laurentiis per aver scelto di vendere i biglietti per le partite online.

Ai calciatori del Napoli sono stati rubati orologi da decine di migliaia di Euro (su questo De Laurentiis ha commentato: «Chi gira per Napoli col Rolex non è ancora abbastanza napoletano»), automobili (a Salvatore Aronica una Panda e una 500), soldi e gioielli.

Oltre ad aver derubato la moglie di Marek Hamsik, la fidanzata di Ezequiel Lavezzi e la compagna di Ignacio Fideleff, difensore argentino acquistato ad agosto poco sfruttato dall’allenatore Mazzari, è stata minacciata la moglie incinta del procuratore di Edison Cavani con una pistola puntata al ventre.

Walter Mazzarri ha parlato di un’opera di «destabilizzazione» dell’ambiente per poi accusare i giornalisti, ma la situazione rimane inquietante. Infatti ci sono voci che descrivono le partenze di alcuni gioielli della squadra a partire proprio dall’allenatore Mazzarri fino ad arrivare a Cavani.

Secondo molti questi furti e rapine sono dei segnali della camorra al Napoli, ma le teorie sui motivi sono diverse. C’è chi dice che il motivo sia che De Laurentiis abbia deciso di vendere i biglietti online rovinando il mercato dei bagarini. Altri pensano che l’abbandono del campo d’allenamento di Soccavo abbia dato fastidio al boss della zona.

Rosario Dello Iacovo, manager dei 99 Posse, ritiene che bisogna tenere sotto controllo lo scandalo delle scommesse perché si è scoperta soltanto la punta dell’iceberg. L’intellettuale Biagio De Giovanni pensa che sia una cosa naturale l’interesse della camorra verso il Napoli adesso che è ritornato ad essere una grande squadra e che quindi è tornato a far girare molti soldi. Invece il penalista Claudio Botti pensa che questa teoria del complotto sia una fesseria e che, se la camorra avesse voluto dare dei segnali, questi sarebbero stati più evidenti.

Il questore Merolla rassicura solo per ora l’opinione pubblica, ma conferma che bisogna comunque fare molta attenzione. Giovanni Melillo, il procuratore aggiunto che coordina le indagini sugli otto furti, nota che adesso non viene restituita la refurtiva al campione di calcio, mentre quando venne derubato Maradona ci fu una gara per restituire ciò che era stato rubato.

L’argomento è complesso e spesso, quando si parla di Napoli, si affianca subito il pensiero alla camorra. Non bisogna esagerare con i pregiudigi, ma si deve comunque fare molta attenzione a quello che succede.

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